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RIFLESSIONI SUL CONFORMISMO - PARTE SECONDA di Giacomo Fontanari

 


Nello scorso articolo (clicca qui) ho analizzato le peculiarità del sistema a noi contemporaneo che inducono a tutta una serie di comportamenti omogenei nella popolazione, in questo articolo vorrei invece riportare una riflessione di Pasolini comparandola con la realtà di oggi.

 

Pasolini portò molte argomentazione sul motivo per cui i cosiddetti medium di massa generano dei comportamenti omogeneizzanti. Secondo Pasolini i media tendono alla mercificazione e all’alienazione dell’individuo, oggigiorno il motivo per andare a scuola non è più lo sviluppo della persona, l’arricchimento culturale e l’acquisizione di un forte senso critico, bensì l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato del lavoro.

Il messaggio che viene dato allo studente dal basso (forse inconsciamente) è quello di acquisire più competenze tecnico-professionali possibili in modo da poterle spendere nel mercato del lavoro, di fatto si costruisce il prodotto-studente per poi poterlo vendere al prezzo maggiore quasi come una meretrice!

Il processo di mercificazione e di alienazione della società            intrapreso dai media non è, come molti pensano, uno sviluppo della società, bensì un regresso di quest’ultima. L’individuo tende          ad appiattirsi rispetto all’opinione dei media, perché ne è succube e quindi in maniera indiretta la libertà di opinione viene “soppressa”. Il regresso si verifica quando in nome del “staremo   meglio domani” o del “i mercati insegneranno agli italiani a votare”, la democrazia si piega su sé stessa e in nome di essa si compiono degli atti completamente antidemocratici come la precarizzazione del lavoro e le politiche di austerità: Grecia docet.

 

Pasolini parlò poi della sprovvedutezza ed ingenuità di molti telespettatori che quindi si farebbero altamente influenzare da ciò che viene riportato dai media, successivamente argomentò la tesi secondo la quale utilizzando i media di massa ci si porrebbe su una condizione diseguale, in cui chi riporta opinioni e verità (non forzatamente fattuali), avrebbe un rapporto da superiore a inferiore rispetto ai telespettatori. Pasolini chiude le sue tesi, definendo i medium di massa come antidemocratici, soprattutto in relazione all’ultima tesi da lui posta.

Basta accendere la televisione nel 2021 per essere inondati di propaganda sinofoba e russofoba (ps: sulla Cina le opinioni sono molto diverse anche tra le nostre fila ma questo non è un motivo per giustificare la propaganda 24/7 piena di fatti assurdi o palesemente inventati), in questi giorni si è letto e sentito di tutto e di più, dalla “casacca di Mao” indossata da Xi Jinping durante i festeggiamenti del centenario del PCC al povero ex detenuto di Guantanamo che potrebbe essere rimpatriato in Russia, in cui rischia la libertà (è stato a Guantanamo per 15 anni e le Nazioni Unite solo ora se ne escono con queste dichiarazioni sulle sue future condizioni in Russia, insomma Antonio Guterres e il suo club di frati indovini!), mentre per un uomo che ha vissuto dal 2012 al 2019 all’interno di un’ambasciata dopo aver svelato parte dei crimini di guerra degli Stati Uniti e attualmente detenuto al carcere di Belmarsh (un carcere britannico comparabile per le condizioni di vita a Guantanamo) ha alzato la voce solo qualche parlamentare italiano. Tutto questo è indecente, ma rispecchia pienamente l’epoca in cui viviamo. Qualche settimana fa ascoltai un intervento del sociologo del lavoro De Masi, il quale spiegò in modo molto semplice come in questi ultimi decenni si siano ripresentate delle teorie economiche liberiste, certo con sfumature diverse rispetto al passato, quindi neoliberiste, ma - spiegò poi - non si è presentato un consistente pensiero economico neomarxista che si possa contrapporre al neoliberismo, quindi di fatto viviamo in un periodo in cui non c’è nessuna contrapposizione rilevante tra teorie economiche differenti o tra ideologie, c’è il nulla più assoluto e, in questo nulla, l’unico pensiero consistente, quindi un pensiero unico, domina incontrastato, la sua essenza si rispecchia nel modo di vivere della gente, la quale a prima vista potrebbe sembrare razionale e “post-ideologica”, ma dopo un'analisi non proprio banale l’ideologia neoliberista completamente interiorizzata dalle persone emerge in tutte le sue contraddizioni, le quali sono onnipresenti ma invisibili agli occhi dei tanti, le contraddizioni del neoliberismo sono, di fatto, divenute parte stessa del comportamento umano nei Paesi occidentali.

 

Vorrei riportare infine due citazioni che considero molto importanti (anche se ormai sono diventate banali a causa del loro utilizzo massiccio): Orwell diceva “In tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”, mentre Joseph Goebbels (Ministro della propaganda, poi Cancelliere del Reich) diceva “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Credo sia fondamentale che la gente concepisca il fatto di trovarsi in un periodo storico particolare, certo, non superiore a quelli precedenti ma successivo a questi, noi non viviamo nel dopo-storia, noi siamo all’interno del processo storico e in quanto presenti siamo completamente condizionati rispetto a ciò che è accaduto e le nostre azioni (o meglio le azioni che siamo portati a fare) condizioneranno ciò che verrà in futuro, ora sembra di vivere in un periodo statico, non c’è nessun progresso, sembra che non ci sia neanche la speranza nel futuro (soprattutto nei giovani), ci stiamo (o ci stanno) abituando alla possibilità di condurre una vita di precariato, anzi, all’inevitabilità di questo evento, ma il futuro è nelle nostre mani, sta a noi svegliarci dal Paese dei Balocchi e prendercelo!


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